Pianeta Valpolicella e l'Anteprima Amarone 2013

Pianeta Valpolicella e l'Anteprima Amarone 2013

Fondo di una botte di fermentazione per Amarone della Valpolicella, appena utilizzata da Zeno Zignoli, Monte dei Ragni, ripresa il 27 gennaio, alla vigilia di Anteprima Amarone 2013.

Fondo di una botte di fermentazione per Amarone della Valpolicella, appena utilizzata da Zeno Zignoli, Monte dei Ragni, ripresa il 27 gennaio, alla vigilia di Anteprima Amarone 2013.

Complessa ma interessante l'annata 2013, buona l'affluenza di pubblico, migliorata l'organizzazione, qualificata la presenza internazionale di operatori del trade e dei media. Questo è il personale bilancio sintetico dell'Anteprima Amarone DOCG 2013, la vetrina annuale della denominazione e delle cantine aderenti al Consorzio Valpolicella.

La XIV edizione di una manifestazione che pochissimo tempo fa sembrava decotta, ha forse rappresentato una delle migliori edizioni della sua breve storia. O, per essere più precisi, ha raggiunto un livello di espressione che - considerate le numerose criticità che caratterizzano oggi questa fortunata denominazione - non può essere più di tanto migliorabile.

Mi spiego: 76 cantine presenti all'Anteprima su 286 aziende imbottigliatrici (delle quali 229 trasformano verticalmente) rappresentano solo il 27% degli attori della filiera che trasforma i 327.218 quintali (2016) di uve destinate per l'Amarone e il Recioto della Valpolicella (pari al 35,3% della produzione di uva in Valpolicella nel 2016). Ovviamente, non tutte queste aziende sono socie del Consorzio Valpolicella: 199 tra esse sono i soci imbottigliatori e 161 quelle che trasformano verticalmente. Quindi, le cantine presenti all'Anteprima rappresentano il 38% dei soci del Consorzio Valpolicella. Qualcosa di più, senz'altro, rappresentano in termini di volumi di produzione, ma non ci è dato sapere il peso produttivo totale delle 76 cantine espositrici di quest'anno.

La parte più problematica rimane nella formula dell'evento, che da sempre vedo criticamente, perché insiste sulla presentazione troppo anticipata di un vino come l'Amarone che invece è proprio dal tempo del lungo affinamento che trae il suo valore. E non lo dico io, da anni e insieme a tanti colleghi e molti produttori, ma sono i numeri a rivelarne l'essenza della questione:

  • 83 vini in degustazione, dei quali
    • 52 presentati come campioni da botte (63%)
    • 31 presentati in bottiglia (37%)

Molti colleghi hanno dichiarato anche enfaticamente di essersi concentrati solo sui vini dichiarati già in bottiglia, perché più attendibili rispetto ai campioni di botte. Bene. Ma il senso di un Anteprima Amarone è il mercato, quindi serve sapere quanti dei 31 vini presentati siano già disponibili al mercato, e quanti di essi siano invece ancora "impegnati" nel processo di affinamento, che per alcune aziende riserva ancora due anni (da oggi) prima di uscire dalla cantina per la vendita.

Quindi, di cosa stiamo parlando? Su che basi verranno formulati i vari giudizi che leggerete sugli Amarone della Valpolicella 2013? Ricordatevene, e traete le vostre conclusioni.

A me interessa, in questo contesto non proprio chiaro, dedicare un po' di attenzione a come evolva la rappresentazione degli stili dei vini e delle loro espressioni territoriali. Rifacciamoci alle parole del Consorzio Valpolicella e del panel di degustatori da loro impiegato:

una grande eleganza fruttata nei vini di Mezzane, Illasi e Cazzano e una prepotente eleganza e potenza in quelli di Negrar. I vini della vallata di Fumane sono risultati contraddistinti da delicatezza olfattiva ed equilibrio gustativo, mentre quelli di San Pietro in Cariano da note di confettura. Nei vini della vallata di Marano è stata trovata una grande omogeneità territoriale con vini dall’ottima struttura. E’ stata riscontrata nei vini della Valpantena una sempre maggiore identità caratterizzata da morbidezza e grande piacevolezza.

Questo per quanto riguarda una sommaria rappresentazione delle zone produttive. Giova ricordare che la Valpolicella è una zona vitivinicola complessa:

  • 7.844 ettari vitati all'interno di un'area di produzione ampia 30 mila ettari
  • 3 macro-aree: Classica, Valpantena, Orientale
  • 13 territori identificati (valli e aree)
  • 271 Cru (fonte: Enogea-Alessandro Masnaghetti, Terroir Amarone)
  • 19 comuni
I Cru della Valpolicella [fonte: Enogea-Alessandro Masnaghetti, Terroir Amarone]

I Cru della Valpolicella [fonte: Enogea-Alessandro Masnaghetti, Terroir Amarone]

Considerata questa complessità, le indicazioni del panel di degustatori del Consorzio Valpolicella sono sicuramente un buon riferimento, ma nella loro sintesi è evidente che si calano su una realtà estremamente variegata in termini di territorio e stili di vinificazione perseguiti dai produttori.

Gli assaggi svolti dal sottoscritto durante l'Anteprima Amarone confermano come solo le zone di Marano (Armani Cuslanus, Cà La Bionda Vigneti di Ravazzol, Le Bignele, Novaia Corte Vaona, Tenuta Santa Maria Valverde), Mezzane (Corte Sant'Alda Valmezzane, Massimago, Roccolo Grassi, San Cassiano) e Illasi, rivelano una loro coerenza nella rappresentazione del territorio e degli stili adottati dai diversi produttori nei diversi vini presentati (sia 2013 che di annate precedenti). 

Poi, in ordine sparso, sempre valide le espressioni di Cà dei Frati Pietro Dal Cero, Cà Rugate Punta Tolotti, Cesari, Corte Aleardi Vigneto di Bure, Corte Rugolin Monte Danieli, Cantina di Negrar Domini Veneti, Fidora Monte Tabor, Fumanelli, La Giuva, Scriani, Santi Proemio, Secondo Marco, Tezza Viticoltori in Valpantena Brolo delle Giare Riserva, Zanoni Pietro, Zymé (anche per questi, 2013 come per annate precedenti). Ma sempre con quella sensazione di coerenza territoriale collettiva ancora da definire, sia nel legame dell'origine di zona che nello stile di produzione.

La buona notizia è che l'eleganza guadagna (lentamente) terreno, e così lo stile più coerente con l'interpretazione delle uve e dei terroir. Su questo aspetto, diversi produttori dimostrano di essersi avviati sulla giusta strada, ma ancora troppi insistono e persistono negli stili che privilegiano forti concentrazioni, scarsa bevibilità, elevata alcolicità, poca dedizione all'abbinamento col cibo. In sintesi: scarsa eleganza e finezza.

Per fortuna, a compensare questa sensazione, c'è "tanta" Valpolicella che rimane là fuori, un po' estranea da quanto presentato in questa Anteprima Amarone 2013.

C'è ancora tanto da scoprire, godere e gustare, nel Pianeta Valpolicella.


Comunicato stampa #1

AMARONE DELLA VALPOLICELLA 2013: UN’ANNATA METEOROLOGICAMENTE PARTICOLARE, CHE HA CHIUSO IN BELLEZZA NELLE FASI DI MATURAZIONE E APPASSIMENTO DANDO VINI DI OTTIMA INTENSITÀ COLORANTE, RICCHI AL NASO E IN BOCCA, CON UN’ALCOLICITÀ CHE SI FONDE IN MODO ARMONICO CON L’ACIDITÀ E LA CORPOSITÀ

Verona, 28 gennaio 2017 – Colore intenso, ricco in profumi e alcolicità, con un ottimo potenziale di invecchiamento, il 2013 può definirsi un’annata di qualità medio-alta.

Profilo viticolo 2013. Si ricorderà per l’assoluta divergenza climatica tra la prima fase del ciclo vegetativo e la seconda coincidente con la maturazione. Nel primo periodo, infatti, la vite è stata sottoposta a un clima avverso caratterizzato da precipitazioni frequenti e basse temperature; al contrario, da giugno alla maturazione, la pianta ha fronteggiato un andamento meteorologico esattamente opposto. Tutto ciò ha determinato un netto percorso di arricchimento in metaboliti dell’acino e un netto timbro nei vini.

Il 2013 è un’annata che ben rappresenta il cambiamento climatico, dove variabilità e incostanza meteo sono fenomeni sempre più frequenti, che sottopongono la vite a regimi metabolici opposti ed estremi (proteici e zuccherini), portando a risultati finali a volte inaspettati, ma di grande interesse. Lo stress idrico in pre-invaiatura ha stimolato una intensa attività di sintesi antocianica, polifenolica e tannica. Gli alti valori termici e la carenza di precipitazioni nella fase di maturazione hanno permesso di ottenere uve più sane, mature e ricche di zuccheri. Il periodo autunnale dell’appassimento, inoltre, si è giovato di umidità relativa ridotta (mediamente al di sotto del 60%).

Profilo dei vini. In questo contesto climatico i vini del 2013 sono risultati di elevato livello qualitativo con una evidente espressione territoriale e stilistica in un’annata comunque non semplice. Nel dettaglio la commissione di degustazione del Consorzio ha riscontrato una grande eleganza fruttata nei vini di Mezzane, Illasi e Cazzano e una prepotente eleganza e potenza in quelli di Negrar. I vini della vallata di Fumane sono risultati contraddistinti da delicatezza olfattiva ed equilibrio gustativo, mentre quelli di San Pietro in Cariano da note di confettura. Nei vini della vallata di Marano è stata trovata una grande omogeneità territoriale con vini dall’ottima struttura. E’ stata riscontrata nei vini della Valpantena una sempre maggiore identità caratterizzata da morbidezza e grande piacevolezza.

Amarone della Valpolicella: le ragioni della sua unicità. L’Amarone della Valpolicella è un vino, oltre che di pregio, assolutamente unico a livello mondiale perché nasce dalla combinazione di elementi peculiari: i vitigni autoctoni, una tradizione viticola ed enologica unica, un ambiente pedoclimatico irripetibile (terroir) e un paesaggio ben conservato e ricco di biodiversità. Pochi vini italiani hanno come l’Amarone una forte impronta territoriale, intesa come insieme di pratiche viticole impiegate su un insieme di vitigni locali, come Corvina, Corvinone, Rondinella (ma anche altri, antichi e storicamente presenti in Valpolicella, recuperati e in via di diffusione come l’Oseleta e lo Spigamonti) a cui si applicano tecniche idonee a valorizzare i loro caratteri qualitativi.

La scelta delle migliori uve, per usarne al massimo il 65% del totale (o spesso percentuali inferiori), la loro messa a riposo in fruttaio e l’attesa per almeno 80-90 giorni prima della vinificazione, sono alcuni dei punti di unicità di questo grande rosso. Ciò che ancor più arricchisce di fascino e attese questo vino, è ciò che la ricerca scientifica ha evidenziato negli ultimi anni, ma che era già stato colto dalla gente del Valpolicella e che aveva travasato nella tecnica di appassimento. Le uve Corvina e Corvinone infatti, molto più delle varietà internazionali, nel corso dell’appassimento si arricchiscono di molecole dal grande valore salutistico e nutraceutico, tra le quali la più nota è il resveratrolo. Un esempio? Nella vendemmia 2015 la quantità di trans-resveratrolo nell’uva fresca di Corvina era di circa 140 microg/L, che dopo circa 80 giorni di appassimento, ai primi di dicembre, sono diventati oltre 1.200. Non solo. Nel corso della messa a riposo nelle uve avviene anche la sintesi di composti aromatici (come norisoprenoidi e terpeni) alcuni dei quali non presenti nelle uve fresche (es. germacrene).

L’Amarone della Valpolicella è quindi il risultato di una combinazione non ripetibile altrove di interazione tra vitigni e ambiente, a cui si aggiunge una tecnica, l’appassimento, che in queste varietà autoctone porta alla sintesi di composti non presenti nelle uve fresche. Tanti elementi tutti gestiti con scrupolo in vigneto e in cantina e codificati da un preciso disciplinare di produzione.


Comunicato stampa #2

ANTEPRIMA AMARONE: APERTA DAL MINISTRO MARTINA, LA XIV EDIZIONE DEDICATA ALL’ANNATA 2013 CHIUDE CON UN GRANDE SUCCESSO. DUEMILA E OTTOCENTO PRESENZE IN TOTALE, CON STAMPA PROVENIENTE DA 16 PAESI, PUBBLICO CON FORTE PRESENZA DI GIOVANI UNDER 30 TRA CUI MOLTE DONNE. OPERATORI SODDISFATTI

Verona, 30 gennaio 2017. Si è chiusa oggi la XIV edizione di Anteprima Amarone, manifestazione di punta del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella, dedicata all’annata 2013 raccontata da 78 aziende espositrici (dal 28 al 30 gennaio al Palazzo della Gran Guardia a Verona).

Ad aprire virtualmente Anteprima Amarone con un video è stato Maurizio Martina. “La crescita dell’Amarone della Valpolicella oltreconfine è straordinaria – ha sottolineato il ministro dell’agricoltura – e anche la sua performance positiva sul mercato nazionale, tendenza quasi unica nel panorama enologico italiano. Credo dobbiate insistere sul lavoro che avete impostato sul fronte della sostenibilità per qualificare sempre meglio le vostre produzioni” – ha incitato Martina, facendo riferimento al Protocollo Risparmia Riduci Rispetta del Consorzio di Tutela e al marchio RRR che certifica i Vini della Valpolicella.

“Quest’anno abbiamo prolungato l’Anteprima al lunedì per dare l’opportunità agli operatori di degustare i vini e parlare con i produttori con tranquillità. Abbiamo riservato il sabato per la stampa e dedicato la domenica agli appassionati – racconta Olga Bussinello, direttore del Consorzio. Continua ad aumentare il numero delle aziende partecipanti a questa vetrina che offre in degustazione ai visitatori, accanto alla 2013 che entra in commercio, anche annate precedenti selezionate dai produttori. La curiosità verso il Grande Rosso veronese è crescente e la formula permette a chi partecipa di conoscerne le differenti espressioni attraverso il racconto di aziende blasonate, ormai conosciute in tutto il mondo, ma anche di nuove realtà produttive che incuriosiscono con le loro produzioni di nicchia”.

Circa 2.800 le presenze fra operatori, stampa e appassionati. L’evento ha visto la partecipazione di 235 giornalisti con una massiccia presenza estera, (16 i Paesi di provenienza: Australia Austria, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Kazakistan, Olanda, Polonia, Russia, Spagna, Stati Uniti e Svizzera), oltre a delegazioni AIS, FISAR e ONAV.

Preponderante nella giornata di domenica dedicata ai winelover – per un totale di 2.000 ingressi a pagamento –  la presenza di giovani under 30 tra cui molte donne. Per la prima volta la manifestazione è stata prolungata al lunedì per gli  operatori (300 presenze): i produttori si sono detti molto soddisfatti della novità.

L’appuntamento è per il 2018, nell’anno in cui si festeggerà il cinquantesimo anniversario dal riconoscimento della Denominazione di Origine Valpolicella.

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