A Year in Port, una lezione sul valore del tempo

A Year in Port, una lezione sul valore del tempo

A Year in Port, il trailer

Quando vedi un produttore con le mani infilate nel mosto, rigirare la pasta di uve e annusarne intensamente gli aromi, ti chiedi quante volte avrai visto questo tipo di scena. Poi, dopo qualche secondo, gli senti dire:

"E' presto per dirlo. Ma non ho dubbi che questo vino sarà qualcosa di spettacolare fra 50 anni".
 Dirk Niepoort

Dirk Niepoort

E vieni colpito da questa evidenza, che per Dirk Niepoort sarà anche uno standard di molte vendemmie, ma ti spiega il valore del tempo per realizzare vini che saranno ricordati e ricercati ai quattro angoli del mondo.

E' quella capacità di saper aspettare. E pianificare l'attesa, organizzarla, gestirla, lasciando che sia il tempo ad accrescerne il valore. Ma come per il vino è l'uomo l'artefice della produzione e della trasformazione, è sempre l'uomo che immagina e prepara le condizioni che faranno del tempo il suo migliore alleato.

Ovviamente, parliamo di un produttore di una denominazione quasi unica al mondo: Porto. E di una storia fatta da quattro secoli a questa parte da intere famiglie di vignaioli e imprenditori che sono diventati maestri nell'arte del dare tempo al tempo. 

L'episodio di questa storia suggella la conclusione di un documentario - A Year in Port - che completa una trilogia costituita dai due precedenti A Year in Burgundy (2013) e A Year in Champagne (2015).

Ho avuto il privilegio di poterne godere un'anteprima in streaming, qualche giorno prima della sua uscita sui mercati di lingua anglosassone e successivamente anche negli altri paesi (uscirà il prossimo 6 settembre, disponibile su Apple iTunes - il secondo episodio della trilogia, A Year in Champagne è attualmente disponibile su Netflix per il nostro mercato).

Il film ha un passo cadenzato dalle stagioni e dalla storia della cultura Britannica integratasi nei costumi del Portogallo. La fotografia dei panorami urbani di Porto e Villa Nova de Gaia, insieme all'incantevole ma dura realtà della Valle del Douro, è struggente e ti cattura facilmente. Il tempo che valorizza il Porto, è anche il principale fattore di cambiamento, al quale i produttori dimostrano di sapersi adattare con un giusto mix di tradizioni e innovazioni.

E' un'occasione interessante per noi Italiani per avvicinarci alla realtà contemporanea di uno dei vini più grandi al mondo, anche se il peso delle nostre importazioni di Porto equivalgono a qualche "zero virgola" della produzione esportata.

E' un'opportunità per riflettere sul valore del tempo che, anche senza gli eccessi ai quali arrivano in Portogallo o a Jerez de La Frontera per lo Sherry o a Madeira, dimostra la capacità di offrire agli estimatori internazionali le grandi emozioni che il vino può regalare. Questa è la strada per il rilancio del Marsala, per esempio, un vino capace di competere nel passato con questi grandi vini, oggi impantanato nella condizione di commodity da supermercato.

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A Year in Port (2016)

Regista e sceneggiatore: David Kennard

Producer: David Kennard, Todd Ruppert, Martine Saunier, James Kennard, James Lejeune

Nel film compaiono: Martine Saunier (importatore francese), Adrian Bridge(Taylor Fladgate), Paul Symington (Symington Family Estates),  Dirk Niepoort (Niepoort) e Adriano Ramos Pinto (Casa Ramos Pinto)

Prodotto da: InCA Productions

Distribuito da: Samuel Goldwyn Films

Disponibile su iTunes.

Nella galleria di immagini qui sotto, alcuni fotogrammi di A Year in Port:

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