Ingredienti in etichetta, grazie no

Ingredienti in etichetta, grazie no

 Matilde Poggi, Presidente FIVI

Matilde Poggi, Presidente FIVI

La lista degli ingredienti e i valori nutrizionali nelle etichette del vino sono inutili e portano solo ad un aggravio di costi per i produttori.
(...) Il vino non ha una ricetta, cambia di anno in anno, sulla base della stagione e delle condizioni fitosanitarie dell’uva".

Ancora in vista, tra le cronache di Aristide, il Commissario Europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare, il lituano Vytenis Andriukaitis, già protagonista giorni fa per aver plaudito a un disegno di legge irlandese per la limitazione del mercato degli alcolici tramite l'uso di immagini che ammoniscano sui rischi per la salute (qui i dettagli).

Questa volta raccoglie la contrarietà alla possibile modifica della legislazione europea in termini di etichettatura del vino, espressa in una lettera formale della FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e della CEVI - Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti, per penna e bocca dei rispettivi presidenti, l'italiana Matilde Poggi e il francesce Thomas Montagne.

Le ragioni del no sono ben rappresentate nel comunicato a seguire, che ricevo e volentieri pubblico.


VIGNAIOLI INDIPENDENTI:
GLI INGREDIENTI IN ETICHETTA SONO UN INUTILE AGGRAVIO

La Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti contraria alla nuova normativa sulle etichette. Matilde Poggi: “il vino non ha una ricetta”

La lista degli ingredienti e i valori nutrizionali nelle etichette del vino sono inutili e portano solo ad un aggravio di costi per i produttori. Ne è convinta la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) che nell'ambito della CEVI (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti) si è dichiarata contraria alla possibile modifica della legislatura europea in termini di etichettatura del vino.
Il presidente della CEVI, il francesce Thomas Montagne, ha pertanto inviato una lettera al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, per ribadire con forza le ragioni della contrarietà dell’associazione che riunisce i Vignaioli Indipendenti di tutta Europa, tra cui appunto la FIVI.
In vista della pubblicazione del report della Commissione Europea sugli ingredienti e le informazioni nutrizionali delle bevande alcoliche, la CEVI chiede di mantenere la specificità del settore vitivinicolo.

“Chiediamo l’esenzione dall'obbligo di riportare in etichettta la lista degli ingredienti e i valori nutrizionali perché riteniamo che per il settore del vino, e in particolare per noi piccoli produttori – commenta Matilde Poggi, presidente FIVI e vicepresidente CEVI – sarebbe un inutile aggravio sia in termini di tempo che economici. Il vino non ha una ricetta, cambia di anno in anno, sulla base della stagione e delle condizioni fitosanitarie dell’uva. Noi produttori dovremmo quindi farci carico di far analizzare il vino ad ogni nuova vendemmia, e cambiare di conseguenza anche l’etichetta”.

La CEVI ritiene che il settore del vino sia già dotato di una legislazione esaustiva e molto precisa, oltre che rigida. Per questo il consumatore è già ampiamente tutelato, oltre che essere poco interessato alla parte nutrizionale di una bevanda che ritiene fonte di piacere, oltre che prodotto di una cultura più che di una ricetta.

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