Aristide, il wine blog di Giampiero Nadali

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Vino delle sabbie e un vigneto tra le dune

Il vigneto "Fondo Luogaccio" di Mirco Mariotti

Questo è un omaggio a un amico, a una terra e a un vino.

"Vienimi a trovare un giorno di questi, nel nostro vigneto a San Giuseppe di Comacchio, vicino al ' tristo Lido delle Nazioni' come lo definiva Veronelli nel lontano 1972...".

A questo invito di Mirco Mariotti (wine blogger autore di Blog&Wine, produttore nell'azienda creata dal padre Giorgio nel 1976, l'Azienda Agricola Mirco Mariotti), ho risposto volentieri. Volevo rendermi conto di persona di quanto "estremo" possa essere coltivare vigne sulla sabbia, domare un vitigno così difficile come il Fortana (il vino rappresentativo della DOC Bosco Eliceo - qui un mio post precedente), difendere un fazzoletto di terra preso d'assalto da squallidi palazzinari e urbanisti dei miei stivali.

A circa un'ora d'auto da Ferrara, verso est, a pochi secondi dal mare Adriatico, Mirco Mariotti dispone in affitto del “Fondo Luogaccio”, un fazzoletto di terra sabbiosa che in origine era un isola, protetta dal mare da grandi dune, le "Dune della Puia", oggi ricoperte dalla vegetazione. Tutelate come oasi naturalistica dalla Provincia di Ferrara, i cui volontari fanno quello che possono per proteggerle dall'incuria - ma non abbastanza a giudizio di Aristide - le dune sono il rifugio di molti fagiani, anatre, gazze, lepri, zanzare e numerose specie botaniche certamente di qualche interesse.

Mariotti riceve la nostra piccola delegazione (alcuni amici di Ferrara e Michele Marziani, wine blogger e autore di Appunti di Viaggio, in ricognizione per preparare ben due libri, uno dei quali sarà il report di un viaggio eno-gastronomico lungo il Po che comincerà il 25 maggio p.v.) e ci conduce al "Luogaccio”, dove coltiva uve di Fortana. Prima dell'istituzione della DOC Bosco Eliceo, nel 1989, lungo il litorale comacchiese si usava chiamare quell'uva come "Uva d'Oro". Riporto dal mio post del 2005:

"Su questa striscia di terreno sabbioso punteggiata da boschetti di lecci a ridosso dell'Adriatico, compresa tra il Po di Goro a nord e la città di Ravenna a sud, da molti secoli, la coltura della vite si è imposta all'ambiente ostile, soprattutto grazie all'opera di bonifica e di avvio alle pratiche agricole attuata dai monaci benedettini delle Abbazie di Pomposa (FE) e Classe (RA). Lo sviluppo della viticoltura nel Bosco Eliceo fece un altro importante salto di qualità all'epoca del Granducato Estense: la metà del XVI secolo vedeva la corte degli Estensi al massimo dello splendore economico e politico. Sembra che fu la Duchessa Renata di Francia, moglie dal 1528 al 1560 del Duca Ercole II d'Este, ad "importare" e far coltivare nelle vicinanze del Bosco della Mesola (dove gli Estensi si recavano per le battute di caccia) un particolare vitigno oggi noto come Fortana del Bosco Eliceo o Uva d'Oro".

Il vigneto che ci si apre alla vista è uno spettacolo raro.

Ho cercato di rendergli omaggio con una breve testimonianza nel video qui sotto. Non so se le immagini vi faranno cogliere il senso di un impianto viticolo che Mariotti considera giustamente superato, da reimpiantare con criteri nuovi. I ceppi sono abbastanza ravvicinati tra loro, ma le distanze tra i filari sono elevate, circa 4 metri, e le rese per ceppo (il produttivo Fortana qui fa uva tra i 5 e i 9 kg. per ceppo!) andrebbero ridotte. Ma si tratta di un gioiello di vigneto: mi verrebbe da dire che sia un archeo-vigneto... Le vigne hanno tra i 50 e i 60 anni, sono tutte su piede franco - la sabbia è una buona difesa dalla Phylloxera vastatrix (la filossera, il parassita che devastò le vigne d'Europa nella seconda metà del 19.o secolo). La cosa che più colpisce è la "folta" presenza di pioppi capitozzati, architravi del vecchio impianto, albergo per nidi di anatre, isole di ombra intensa durante l'estate: a Mirco Mariotti brillano gli occhi quando mi conferma una sensazione, ovvero che gli capita ogni tanto di fermarsi per un pisolino post-pranzo, all'ombra, durante i lavori estivi in vigna.

Che invidia.

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Ed ecco il video-testimonianza della visita al "Luogaccio" e tramonto alla Valle Bertuzzi:

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[questo post è stato "restaurato" nel luglio 2016 - mi scuso per la qualità del video, purtroppo molto datato ]